Navigation

Turchia: rimpatriati 15 foreign fighter Isis in 8 giorni

Il ministro dell'interno turco Suleyman Soylu prosegue deciso con il rimpatrio di combattenti stranieri (i cosiddetti foreign fighter) del sedicente Stato islamico. KEYSTONE/AP/BURHAN OZBILICI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2019 - 09:53
(Keystone-ATS)

In otto giorni, dall'11 al 19 novembre, la Turchia ha rimpatriato 15 combattenti stranieri (i cosiddetti foreign fighter) del sedicente Stato islamico (Isis) che si trovavano nelle sue prigioni.

Lo ha detto il suo ministro dell'interno Suleyman Soylu, precisando che si tratta di dieci tedeschi, due olandesi, un danese, un britannico e uno statunitense.

"La Turchia non è un centro d'accoglienza per tutti i terroristi foreign fighter, li rimanderemo nei Paesi d'origine", ha ribadito il ministro, che aveva già annunciato l'obiettivo di espellerne la maggioranza entro fine anno. Nei centri di espulsione di Ankara, ha aggiunto, ci sono ancora 944 combattenti di almeno 36 Paesi, oltre a un apolide e due di nazionalità da accertare.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.