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Il referendum in Turchia divede gli animi

KEYSTONE/AP/EMRAH GUREL

(sda-ats)

Pomeriggio di tensione per la grande comunità turca di Bruxelles, mobilitata per il voto all'estero sul referendum costituzionale turco che estende i poteri presidenziali.

Il bilancio è di diversi feriti e un'indagine aperta dai magistrati belgi per gli scontri davanti all'ambasciata e al consolato di Turchia.

Mentre facevano la fila per entrare a votare - i residenti all'estero sono chiamati alle urne in anticipo rispetto agli elettori in Turchia - è salita la tensione tra alcuni sostenitori del presidente turco Recep Tayyp Erdogan e degli oppositori curdi, che a Bruxelles sono numerosi e contro cui lo stesso leader turco si è più volte scagliato accusando il Belgio di ospitare terroristi del Pkk. È così scattata una vera e propria rissa molto violenta, dove i simpatizzanti dell'Akp, il partito di Erdogan, hanno tirato fuori i coltelli colpendo i concittadini di origine curda, secondo quanto ha riferito l'agenzia curda Firat News citata dal quotidiano belga 'La Dernière Heurè. Le violenze si sarebbero concluse con tre feriti, di cui uno grave, pugnalato allo stomaco. Dopo l'aggressione, con l'arrivo di ambulanze e polizia, gli assalitori si sarebbero rifugiati all'interno del consolato, che si trova ai margini del quartiere Ue, non distante dal Parlamento europeo, dal Palazzo reale e dalla sede del governo belga. Le forze dell'ordine locali non hanno voluto comunicare se ci siano stati dei fermati o degli arresti. "Abbiamo dovuto intervenire perché c'erano degli incidenti, ci sono dei feriti e sono stati portati via per essere curati, un'inchiesta è in corso", si è limitata a dire la portavoce della polizia di Bruxelles Ilse Van de Keere. "I rappresentati di 4 partiti (Akp, Mhp, Chp, Hdp) sono profondamente addolorati per questo incidente e porgono i loro auguri di pronta guarigione ai cittadini feriti. Per ciascun ferito è prevista a breve una visita all'ospedale", si legge in un comunicato del consolato turco.

Gli scontri avvengono a qualche settimana da quelli avvenuti nella vicina Olanda, a Rotterdam, dopo che il governo olandese aveva vietato i comizi elettorali di alcuni ministri turchi a pochi giorni dalle elezioni legislative. Da qui le accuse di 'nazismò rivolte da Erdogan all'Olanda e anche alla Germania, dove sono stati ugualmente vietati comizi simili, e la tensione diplomatica tra i Paesi.

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SDA-ATS