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Berlino reagisce duramente nei confronti del presunto spionaggio politico da parte della Turchia in Germania

KEYSTONE/AP Pool Presidential Press Service/KAYHAN OZER

(sda-ats)

Thomas de Maizière e Sigmar Gabriel non ci stanno.

I ministri dell'Interno e degli Esteri tedeschi hanno reagito duramente nei confronti del governo turco per il sospetto di spionaggio da parte del servizio d'intelligence di Ankara Mit su cittadini e istituzioni turche in Germania ritenute vicine al predicatore Gülen.

Lo spionaggio in Germania verso cittadini sospettati di essere oppositori di Erdogan "è un atto punibile", ha detto de Maizière, ricordando di aver fatto "più volte presente" al governo di Ankara che "azioni di questo genere non vanno bene".

Gabriel, dal canto suo, ha sollecitato un'accurata indagine sui sospetti verso il Mit. "Dovessero essere dimostrati, cosa che al momento non confermo né smentisco, sarebbe in verità una condotta molto grave", ha detto oggi a Berlino. Sulla vicenda sta indagando il servizio d'intelligence interna tedesco, il Bfv.

Secondo quanto aveva rivelato la Sueddeutsche Zeitung, il servizio di sicurezza turco Mit avrebbe spiato almeno 300 turchi e 200 istituzioni, tra cui scuole e associazioni, considerate vicine al predicatore Gülen, raccogliendo illegalmente informazioni e foto.

Il quotidiano aggiungeva che i loro nomi, con indirizzi e-mail e fotografie, erano contenuti in una lista consegnata lo scorso febbraio, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dal capo del Mit a quello dell'intelligence tedesca estera Bdn, Bruno Kahl.

A una valutazione della lista da parte delle autorità tedesche, tra cui il servizio di sicurezza interno Bfv e la polizia criminale federale (Bka), è risultato che molte foto erano state riprese di nascosto attraverso telecamere di sorveglianza, ha aggiunto la Sz. A ciò va aggiunto che, da qualche tempo, la procura generale indaga su alcuni imam della comunità delle moschee turche Ditib, sospettati di aver spiato per conto del governo di Ankara cittadini turchi ritenuti sostenitori di Gülen.

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SDA-ATS