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"Il ritmo delle riforme è rallentato nell'ultimo anno in Turchia", anche per "le protratte elezioni e la continua divisione politica". Così il rapporto annuale sulla stato della candidatura di Ankara all'Ue, presentato oggi al Parlamento europeo.

La "crescente pressione sui media", è stata causa "di seria preoccupazione" e i giudici "sono stati sotto forte pressione politica"

Nel documento si precisa peraltro che in Turchia "buoni progressi sono stati fatti verso l'apertura del capitolo 17 sulle politiche economiche e monetarie che sosterrebbe il desiderato livello di dialogo economico".

"La Turchia ha raggiunto un certo livello di preparazione per effettivamente prevenire e combattere la corruzione" ma "il curriculum della Turchia nella lotta contro la corruzione resta inadeguato", si sottolinea nel rapporto presentato dal Commissario per l'allargamento, Johannes Hahn, alla Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo.

Anche se il negoziato sull'adesione di Ankara è sostanzialmente congelato dal dicembre 2006, "Ue e Turchia hanno continuato ad aumentare la cooperazione nelle aree di comune interesse", in particolare nell'antiterrorismo nel quadro della partecipazione di Ankara alla coalizione anti-Isis.

La Turchia "continua a fornire aiuti umanitari e sostegno senza precedenti ai rifugiati da Siria e Iraq" ma c'è "un generale trend negativo nel rispetto dello stato di diritto e dei diritti fondamentali" ed è "imperativo che riprendano i negoziati di pace" con i curdi, afferma il rapporto.

Secondo Hahn, fare progressi nel negoziato con Cipro può "accelerare" il processo della candidatura della Turchia alla Ue.

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SDA-ATS