Navigation

Turismo: in sensibile calo le prenotazioni per Egitto e Tunisia

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 giugno 2011 - 14:31
(Keystone-ATS)

Sarà pure la primavera araba, ma dal punto di vista economico le relazioni tra il Nordafrica e la Svizzera stanno attraversando un periodo piuttosto glaciale: le aziende sono molto prudenti in materia di investimenti e i turisti, vista l'instabilità politica in Egitto e Tunisia, preferiscono prenotare le loro vacanze altrove.

Un sondaggio condotto presso le principali agenzie di viaggio evidenzia una tendenza molto netta: i vacanzieri elvetici snobbano i due paesi, malgrado i prezzi vantaggiosi e malgrado la revoca delle restrizioni imposte tempo fa dal Dipartimento federale degli affari esteri.

Kuoni, spiega all'ATS il portavoce Peter Brun, accusa attualmente una riduzione del 50% delle prenotazioni verso il paese delle piramidi rispetto allo scorso anno. "La stagione per la Tunisia è ormai finita", mentre per l'Egitto sussiste ancora qualche speranza per il periodo autunnale. Hotelplan non fornisce cifre, ma la tendenza è al ribasso in particolare per quanto riguarda la Tunisia, mentre Tui Suisse riscontra, dopo una riduzione degli affari ancora non quantificabile, una leggera ripresa.

"Il turismo soffre in modo massiccio", commenta Ruedi Büchi, responsabile della regione Africa e Medio Oriente presso l'OSEC, l'Ufficio svizzero per l'espansione commerciale. Il settore è il principale fornitore di valuta forte e la crisi investe tutti, anche la società immobiliare Orascom Development, nota in Svizzera per i suoi faraonici progetti ad Andermatt, nel canton Uri. La destituzione dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak potrebbe infatti causare all'azienda una flessione degli utili dell'ordine del 15%.

Ma il clima di incertezza va oltre il turismo. La Svizzera, nel quadro dell'Associazione europea di libero scambio, ha stipulato accordi di libero commercio sia con la Tunisia, sia con l'Egitto. Le aziende elvetiche sono numerose ad operare in quest'ultimo paese, che è di gran lunga il più popoloso della costa africana settentrionale.

Le aziende sono però nell'aspettativa: tra di esse la sangallese Bühler, che vende impianti per l'industria alimentare e che annuncia - attraverso il suo responsabile Hannes Stricker - un congelamento dei propri progetti economici. Il governo egiziano, proprio a causa della crisi turistica, dispone infatti di scarse riserve di valuta ed è peraltro in difficoltà anche per il deprezzamento della moneta locale. Le imprese svizzere, secondo l'OSEC, sono destabilizzate a causa degli eventi politici: solo dopo le elezioni egiziane e tunisine del prossimo autunno la situazione potrà essere valutata con maggiore chiarezza.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?