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Nuova stretta sui contenuti violenti e carichi di odio, con esplicito richiamo all'incitamento al terrorismo, da parte di Twitter, che ha dichiarato guerra aperta agli abusi perpetrati tramite la sua piattaforma.

Il microblog ha aggiornato le sue regole, inasprendo il divieto di minacce violente da parte degli utenti e annunciando che sospenderà qualsiasi account che incita all'odio.

Nelle nuove regole, Twitter definisce la "condotta detestabile" vietata sulla piattaforma: gli utenti non possono "promuovere la violenza contro una persona o attaccarla direttamente o minacciare altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia". Il microblog specifica inoltre che le "minacce di violenza" che possono essere soggette al blocco temporaneo o alla sospensione di un account annoverano anche "l'intimidazione o l'incitamento al terrorismo".

L'aggiornamento, spiega in un post Megan Cristina, direttore sicurezza di Twitter, "sottolinea che Twitter non tollererà comportamenti volti a molestare, intimidire o usare la paura per mettere a tacere la voce di un altro utente". Con la nuova policy che combatte gli abusi "per promuovere la libertà di espressione", Twitter sospenderà qualsiasi account utente che istiga all'odio.

Twitter ha fatto del 2015 un anno spartiacque nella lotta agli abusi online: ha semplificato le denunce di minacce alle autorità e le segnalazioni dei tweet molesti, ha vietato esplicitamente il "revenge porn" e ha lanciato un Safety Center che raccoglie informazioni sulla sicurezza sul social e in generale sul web.

L'ultima mossa, che definisce le condotte "d'odio" vietate, arriva dopo i nuovi riflettori che si sono accesi sul ruolo dei social network in generale nella propaganda terroristica online, all'indomani delle stragi di Parigi. I leader mondiali hanno invitato i giganti dei social a rafforzare la vigilanza in chiave anti-attentati.

La Commissione europea ha anche chiesto un maggiore dialogo con i responsabili dei principali social. In Italia il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a metà dicembre ha convocato i rappresentanti delle piattaforme Microsoft, Google e Facebook, per studiare possibili modalità di collaborazione nella lotta all'utilizzo di internet e dei social media per scopi terroristici. Una riflessione allargata anche alla lotta contro l'istigazione all'odio.

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SDA-ATS