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UBS: ecco chi è Ralph Hamers, il Ceo che non ottenne l'aumento

Ralph Hamers è chiamato a guidare la più grande banca svizzera. KEYSTONE/WALTER BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2020 - 14:38
(Keystone-ATS)

Esperto di digitalizzazione e capace di trasformare a fondo il gruppo bancario olandese ING, il futuro Ceo di UBS Ralph Hamers ha fatto parlare di sé anche per il suo tentativo non riuscito di aumentarsi fortemente lo stipendio.

Il 53enne Hamers ha trascorso praticamente tutta la carriera presso ING, gruppo bancario con 53'000 dipendenti e 38 milioni di clienti in oltre 40 paesi. È entrato nell'istituto a 29 anni e ha poi ricoperto la carica di responsabile in Romania e in seguito in Belgio. Nel 2013 è stato nominato Ceo.

Sotto la sua direzione l'azienda ha subito profondi cambiamenti. Hamers ha dovuto per esempio attuare l'uscita dall'attività assicurativa, che era già stata decisa prima che assumesse l'incarico. Inoltre si è impegnato nel ridurre i costi.

ING ha un passato non molto dissimile da quello di UBS: come la più grande banca svizzera la società ha avuto enormi problemi di capitalizzazione durante la crisi finanziaria del 2008 e ha dovuto essere salvata dallo stato. Nel 2014 ING ha però rimborsato integralmente gli aiuti ricevuti.

Hamers si è fatto un nome nel settore finanziario soprattutto grazie alla costante attenzione del gruppo alla trasformazione digitale. Oggi ING è uno dei migliori esempi di innovazione nel settore bancario, ha commentato un analista di Vontobel. Questo fattore ha probabilmente avuto il suo peso nella designazione del successore di Sergio Ermotti.

Durante le sue apparizioni pubbliche, Hamers ha ripetutamente sottolineato la necessità che il settore si adatti al nuovo ambiente digitale. Due anni fa, ad esempio, in un intervista con il portale online Finews, aveva sottolineato la necessità di guardare anche a giganti della tecnologia come Facebook, Apple e Amazon.

D'altro canto gli osservatori sono un po' scettici riguardo all'esperienza che Hamers potrebbe vantare nel settore della gestione patrimoniale, pilastro di UBS. ING è infatti una banca retail. Non sono mancate anche le ombre: nel 2018 ING ha dovuto pagare una multa di circa 775 milioni di euro per archiviare un vasto scandalo di riciclaggio di denaro.

Una possibile motivazione di Hamers nel venire in Svizzera potrebbe essere quella dello stipendio. È stato infatti al centro di un caso molto dibattuto in Olanda: nel 2018 aveva proposto di raddoppiarsi la retribuzione, passando da 1,6 a 3 milioni di euro e motivando la richiesta con i compensi più elevati percepiti da altri manager europei.

Nei Paesi Bassi questa richiesta aveva scatenato un putiferio: c'era chi si chiedeva come fosse possibile che il Ceo pretendesse per sé un aumento di circa il 100% mentre ai dipendenti la busta paga veniva ritoccata dell'1,7% e diversi politici avevano parlato di "indecenza", in particolare in relazione al rapporto di 30 a 1 fra la remunerazione del vertice e quella di un normale bancario. Lo stesso ministro delle finanze Wopke Hoekstra aveva condannato "l'aumento sproporzionato di stipendio". Confrontato con la marea di critiche, il consiglio di amministrazione aveva perciò respinto la richiesta.

Lo stipendio di 1,6 milioni di euro al cambio attuale equivale a 1,7 milioni di franchi. In tutt'altre sfere si muove Ermotti, che nel 2018 ha percepito 14 milioni di franchi, otto volte quanto il suo "collega" olandese.

Una discrepanza, ma questa volta a favore di Hamers, sussiste anche per quanto riguarda l'andamento dei titoli borsistici delle rispettive banche: dall'entrata in carica nell'ottobre 2013 il corso di ING è salito da 8,64 a 10,25 euro, mentre nello stesso periodo l'azione UBS è scesa da 18,80 a 13,17 franchi.

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