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BERNA - Non ci sarà mai un processo contro Marcel Ospel e gli altri ex dirigenti di UBS, indipendentemente dalla decisione che prenderanno domani gli azionisti riguardo al discarico degli amministratori: lo sostiene Peter Kunz, professore di diritto all'università di Berna, che punta il dito contro una lacuna del diritto azionario svizzero.
Una causa di risarcimento nei confronti degli ex top manager avrebbe costi stratosferici, che nessun azionista è in grado di assumersi, spiega il giurista in un'intervista pubblicata oggi dalla "Berner Zeitung". Il singolo proprietario dovrebbe infatti far valere in giudizio il danno totale subito dall'azienda: se perdesse sarebbe così chiamato a sopportare costi processuali di milioni di franchi. È teoricamente pensabile un passo comune di più azionisti, ma ce ne vorrebbero migliaia e non vi è alcuna tradizione in Svizzera per questo tipo di operazioni.
Secondo Kunz la situazione è effettivamente insoddisfacente: bisogna togliere gli ostacoli che non consentono a un azionista di lottare in tribunale per i suoi diritti, per esempio permettendo al singolo titolare di azioni di avviare una causa solo per il danno subito da lui personalmente. In tal caso il rischio processuale sarebbe limitato. È il parlamento che dovrebbe agire: ma finora "ha mostrato poco entusiasmo", osserva il professore bernese.

SDA-ATS