ZURIGO - Un nuovo esercizio in perdita si delinea all'orizzonte per UBS, che martedì pubblicherà i risultati dello scorso anno. Il mondo della finanza non si mostra particolarmente sorpreso, ma attende piuttosto con interesse i dati relativi alla redditività dell'istituto negli ultimi mesi dell'anno e le cifre relative al numero dei clienti e ai movimenti dei loro patrimoni.
Un anno fa l'ex Ceo di UBS Marcel Rohner aveva avuto ancora parole fiduciose presentando la perdita di quasi 21 miliardi incassata nel 2008: l'anno successivo la banca sarebbe riuscita a tornare nelle cifre nere, aveva affermato. I fatti stanno tuttavia smentendo le sue parole: l'istituto, colpito più duramente di altri dalla crisi finanziaria mondiale, non è riuscito a risollevarsi così velocemente come auspicato da Rohner. Nei primi nove mesi del 2009 UBS ha accumulato infatti perdite per 3,9 miliardi di franchi.
I primi utili operativi sono stati realizzati nel corso dell'estate, ha potuto rilevare il nuovo Ceo Oswald Grübel, eletto al posto di Rohner circa un anno fa. Tuttavia i problemi legati al passato hanno continuato a gravare fortemente sull'esercizio, mantenendo in forte perdita la banca, contrariamente alla concorrenza. Il risultato che verrà presentato martedì mattina - stando agli analisti si tratterà di una perdita di 3-4 miliardi di franchi - sarà quindi di gran lunga lontano dagli utili annuali di 15 miliardi a partire dal 2012/14 pronosticati da Grübel a novembre nel corso di una giornata degli investitori.
Sarà interessante scoprire se nel frattempo la banca sarà riuscita a riguadagnare la fiducia dei clienti: negli scorsi due anni l'istituto è stato infatti fortemente confrontato con un deflusso di capitali. Nel 2008 l'emorragia ha toccato i 226 miliardi di franchi, e nei primi 9 mesi del 2009 se ne sono aggiunti ulteriori 90 miliardi.
A ciò si aggiunge il fatto che anche il 2010 non è partito nel migliore dei modi per UBS: con la decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF) si allontana infatti una rapida archiviazione della vertenza fiscale con gli Stati Uniti. A ciò si aggiungono fatti di stretta attualità: la vendita alle autorità tedesche di dati rubati relativi a clienti tedeschi di una non meglio precisata banca svizzera.

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