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UBS continua a non esprimersi su possibili tagli nell'investment banking. Il settore ha conseguito un buon risultato e la riduzione dei costi prosegue, si è limitato a dire oggi in una conferenza telefonica il presidente della direzione Sergio Ermotti.

La "SonntagsZeitung" ieri aveva riportato che la concentrazione degli sforzi da parte di UBS sull'amministrazione patrimoniale potrebbe portare a un'ondata di licenziamenti nell'investment banking e nell'asset-management. Il domenicale faceva riferimento a una fonte vicina alla banca. Nella sola Svizzera dovrebbero essere cancellati entro fine anno altri 1000 posti di lavoro.

Interrogato su quanto riportato, Ermotti ha detto che se dovesse commentare tutte le congetture messe in circolazione dalla stampa domenicale occorrerebbe un lavoro a tempo pieno. UBS non si esprime fondamentalmente su voci, ha sottolineato.

Nell'ottobre 2012 con il ridimensionamento dell'investment banking, UBS aveva annunciato il taglio di 10'000 impieghi nel mondo di cui 2500 in Svizzera. Dopo la ristrutturazione la banca deve contare ancora circa 54'000 posti a tempo pieno.

A fine giugno erano però ancora 59'648 posti equivalenti a tempo pieno, come rilevato nel rapporto trimestrale pubblicato oggi. Circa un terzo di tutti i dipendenti UBS sono attivi in Svizzera. L'anno scorso il numero uno bancario elvetico dava lavoro a circa 22'000 persone.

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SDA-ATS