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Il logo del numero uno bancario elvetico (foto d'archivio).

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Utile netto di 1,3 miliardi di franchi nel primo trimestre 2017 per UBS, a fronte dei 707 milioni di un anno prima (peggiore dato trimestrale dal 2013). Il risultato è in progressione del 79%, rende noto il numero uno bancario elvetico stamani in un comunicato.

L'istituto ha approfittato del miglioramento dell'umore e della fiducia degli investitori e di un certo incremento delle attività dei clienti. Gli analisti si aspettavano in media un risultato netto di 916 milioni.

"I nostri ottimi risultati del primo trimestre mettono in evidenza la forza e il potenziale della nostra attività", sottolinea il Ceo di UBS Sergio Ermotti, citato nella nota.

Il gruppo ha registrato un utile ante imposte rettificato di 1,9 miliardi di franchi, in rialzo del 42% su base annua. Tutte le divisioni sono progredite, nonostante le condizioni di mercato molto variabili. I ricavi operativi rettificati sono aumentati dell'8%, trainati da Investment Bank, Wealth Management Americas e Wealth Management.

La banca ha continuato a compiere progressi nel suo programma di riduzione dei costi. L'obiettivo di UBS è di arrivare ad una riduzione pari a 2,1 miliardi entro la fine del 2017.

Se da una parte è probabile che la ripresa globale continui, le incertezze macroeconomiche, le tensioni geopolitiche e alcune scelte politiche divisive rischiano ancora di intaccare la fiducia dei clienti e i volumi delle transazioni, sostiene l'istituto bancario. Senza contare l'implementazione dei nuovi standard patrimoniali per le banche in Svizzera e le proposte di cambiamento del quadro normativo internazionale. Tuttavia, UBS si ritiene "ben posizionata" per fare fronte a queste sfide.

SDA-ATS

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