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UBS: utile netto di 1,6 miliardi di dollari nel primo trimestre

Utile netto in crescita del 40% a 1,6 miliardi di dollari per UBS nel primo trimestre (foto d'archivio) KEYSTONE/EPA/MATTIA SEDDA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 aprile 2020 - 11:21
(Keystone-ATS)

UBS ha registrato nel primo trimestre di quest'anno un utile netto in progressione del 40% su base annua a 1,6 miliardi di dollari. Lo ha comunicato oggi il numero uno bancario elvetico. Il dato è superiore agli 1,5 miliardi preannunciati da UBS a inizio aprile.

L'utile prima delle imposte è cresciuto del 30% a 2,01 miliardi di dollari. I ricavi operativi si sono attestati a 7,93 miliardi (7,2 miliardi nello stesso periodo del 2019), mentre i costi operativi sono saliti del 4% a 5,93 miliardi, portando la cost/income ratio al 72,3% (77,9% un anno prima e 80,5% a fine dicembre).

I fondi amministrati sono scesi nettamente soprattutto a causa della debole evoluzione dei mercati azionari, portandosi a 3'236 miliardi di dollari a fine marzo dopo 3'607 miliardi a fine dicembre.

Soddisfatti i vertici dell'istituto: "in un contesto di mercato estremamente volatile e incerto" UBS ha dimostrato in tutti i segmenti "un'elevata capacità di resistenza nelle attività operative", viene affermato nella nota. Il risultato rispecchia inoltre l'elevato volume di negoziazioni nei comparti Global Wealth Management e Investment Bank. L'epidemia di coronavirus comporta notoriamente forti turbolenze sui mercati finanziari e pertanto a un'elevata attività della clientela.

Come Credit Suisse, anche UBS è stata costretta ad operare rettifiche di valore in seguito alla pandemia, ma meno della concorrente (444 milioni): complessivamente le rettifiche di valore nette sui rischi di credito sono ammontati a 268 milioni di dollari.

Quanto alle prospettive, il management si mostra prudente: non è ancora per nulla chiaro come evolverà la situazione. I patrimoni della clientela scesi a causa della debolezza dei mercati azionari diminuiranno i ricavi da commissioni ricorrenti. Inoltre i bassi tassi d'interesse peseranno anche sui proventi delle operazioni su interesse. I vertici della grande banca si attendono un calo delle attività della clientela, cosa che avrà effetti negativi sui ricavi da operazioni di negoziazione.

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