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BASILEA - UBS non fornirà mai informazioni fiscali agli Usa violando la legge: lo ha ribadito il presidente del consiglio di amministrazione Kaspar Villiger, parlando all'assemblea degli azionisti in corso a Basilea.
L'ex consigliere federale ha ammesso che i problemi con gli Stati Uniti sono stati creati dalla banca stessa. A suo avviso la decisione del Tribunale amministrativo federale, che impedisce l'attuazione dell'accordo raggiunto nell'estate 2009 fra Berna e Washington, rappresenta però un "problema".
"La mancata applicazione di un accordo internazionale vincolante metterebbe in pericolo la credibilità della Svizzera e potrebbe seriamente pesare sulle relazione economiche con gli Stati Uniti", ha osservato Villiger. Non sarà però UBS a togliere la castagne dal fuoco, fornendo al fisco Usa le informazioni richieste: "vogliamo che nessuno violi la legge nella nostra banca", ha tagliato corto l'ex ministro delle finanze.
In merito alle discussioni sulla grandezza della banca in relazione a quella di una nazione come la Svizzera, Villiger ha sostenuto che "UBS non è un rischio insopportabile per il nostro paese", aggiungendo che la banca persegue un modello d'affari che richiede una certa mole.

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SDA-ATS