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L'autorità di vigilanza brasiliana sui mercati ha aperto un'inchiesta contro una quindicina di banche internazionali, tra cui UBS e Credit Suisse.

Le banche sono sospettate di essersi accordate illecitamente per manipolare tassi di cambio e indici di riferimento del mercato delle divise.

Lo ha annunciato oggi in una nota il Consiglio amministrativo di difesa economica (Cade), secondo il quale "ci sono forti indizi di pratiche anticoncorrenziali" come la fissazione di prezzi e condizioni commerciali tra gli istituti finanziari concorrenti.

Il Cade rimprovera inoltre alle banche in questione di aver coordinato i loro acquisti e vendite di divise per influenzare gli indici di riferimento. Queste pratiche avrebbero influenzato le condizioni e i prezzi pagati dai clienti nell'effettuare operazioni di cambio, oltre a "creare una distorsione degli indici", sottolinea l'autorità di vigilanza brasiliana.

A mettere la pulce nell'orecchio del Cade sono state discussioni online sulla piattaforma Bloomberg, in cui si parlava delle banche come di "un cartello" o di "una mafia". Secondo le informazioni diffuse sulla piattaforma, "queste pratiche sarebbero durate per lo meno dal 2007 al 2013".

Contattate dall'ats, le due banche elvetiche hanno risposto di non voler fare commenti su una inchiesta in corso. Procedimenti analoghi condotti negli USA e in Europa erano sfociati in multe per sei istituti, tra cui UBS, per un ammontare complessivo di 9 miliardi di dollari.

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SDA-ATS