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BERNA - Bradley Birkenfeld chiede la grazia al presidente americano Barack Obama. L'ex manager di UBS, che ha collaborato con le autorità Usa denunciando diversi evasori, si sente ingiustamente trattato dalle autorità: sta infatti scontando una pena di 40 mesi di carcere per complicità in frode fiscale.
Ora ha assunto una nuova squadra di avvocati e ha cambiato strategia, riferisce il portale svizzero di notizie finanziarie "finews.ch". L'obiettivo rimane però quello di uscire al più presto di cella: Birkenfeld non trova infatti corretto essere l'unico ex dipendente UBS a dover pagare per i reati fiscali commessi dall'istituto negli Usa.
Una posizione che, oltre Oceano, viene sostenuta anche dal National Whistleblowers Center (NWC). In un comunicato l'organizzazione deplora il fatto che il Dipartimento di giustizia abbia lasciato rientrare al sicuro in Svizzera "l'architetto dell'intero programma UBS di frode fiscale offshore, Martin Liechti", accanendosi per contro nei confronti di Birkenfeld. "In altre parole, il cattivo è potuto scappare e il buono si trova in prigione. Questa non è giustizia", scrive il direttore di NWC Stephen M. Kohn, che chiede ad Obama di intervenire.

SDA-ATS