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Isidro Baldenegro Lopez, dirigente indigeno messicano noto nel mondo per le sue battaglie ambientaliste, è stato ucciso nella sua comunità nelle montagne della Sierra Madre settentrionale, nello stato di Chihuahua, da un gruppo di uomini armati.

Baldenegro è il secondo attivista al quale era stato concesso il Premio Goldman - il maggior riconoscimento internazionale per la difesa dell'ambiente - ucciso in America Latina negli ultimi 12 mesi, dopo l'omicidio dell'honduregna Berta Caceres, nel marzo dell'anno scorso.

Dalla sua comunità di Coloradas de la Virgen, nella località di Guadalupe y Calvo, Baldenegro, ha promosso numerose battaglie contro la deforestazione selvaggia e per la protezione della Sierra Tarahumara, finendo nel mirino delle autorità locali.

Nel 2003 era perfino finito in carcere, accusato di possesso di stupefacenti e di armi da guerra, ma la giustizia aveva dovuto liberarlo dopo una vasta campagna internazionale a suo favore, durante la quale Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.

Nel 2005 è diventato uno dei quattro dirigenti messicani ad essere riconosciuti con il Premio per l'Ambiente della Fondazione Goldman, considerato il "Nobel Verde", ma si era comunque visto obbligato a mantenere un profilo basso ed esiliarsi dalla sua comunità, a causa delle costanti minacce contro la sua vita.

"L'uccisione di Isidro ci indigna e ci preoccupa. Non disponiamo dell'informazione sufficiente per stabilire chi è il colpevole di questo omicidio. Dal 2007 a questa parte non esiste più una distinzione chiara fra caporali locali, tagliaboschi e narcotrafficanti", ha detto al quotidiano Norte Digital una militante ambientalista che ha voluto restare anonima.

SDA-ATS

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