Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha denunciato oggi "un allarmante deterioramento della situazione dei diritti umani nella parte orientale dell'Ucraina, nonché l'emergenza di seri problemi in Crimea soprattutto in relazione ai tatari".

Commentando il secondo rapporto della missione Onu di monitoraggio in Ucraina, Pillay ha esortato le persone "con influenza sui gruppi armati responsabili di gran parte della violenze nella parte orientale dell'Ucraina a fare il possibile per tenere a freno questi uomini che sembrano intenzionati a dilaniare il paese".

Il rapporto dell'Onu sull'Ucraina cita tra l'altro casi di uccisioni mirate, torture e pestaggi, rapimenti, intimidazioni e alcuni casi di molestie sessuali, per lo più svolte da gruppi filorussi ben organizzati e ben armati nell'est. Il rapporto evoca inoltre un aumento inquietante dei rapimenti e delle detenzioni illegali di giornalisti, militanti, uomini politici locali rappresentanti di organizzazioni internazionali e militari sempre nell'est.

Il documento rileva anche casi in cui il servizio di sicurezza dello Stato e unità dell'esercito ucraino che operano nell'est sono stati accusati di aver ucciso individui e di essere responsabile di sparizioni forzate.

Speciale attenzione è dedicata alla situazione dei Tatari in Crimea che si trovano ad affrontare - afferma l'Onu - vessazioni, molestie e problemi, quali la libertà di movimento per i loro responsabili, e timori di persecuzione religiosa per i musulmani praticanti. Finora più di 7200 persone provenienti dalla Crimea - per lo più tatari - sono fuggiti e risultano sfollati in altre zone dell'Ucraina, afferma l'Onu.

SDA-ATS