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Centinaia di insorti filorussi di alcune città russofone dell'Ucraina orientale continuano ad occupare gli edifici pubblici conquistati ieri e a prenderne altri.

A Lugansk i dimostranti hanno occupato la sede dei servizi segreti, issando la bandiera russa all'esterno dell'edificio, e si sono impossessati delle armi custodite nell'armeria. Negli scontri sono rimaste ferite otto persone: sette insorti e un poliziotto, quest'ultimo avrebbe riportato una frattura alla colonna vertebrale. Secondo i media locali, i filorussi chiedono anche la liberazione di 15 loro compagni arrestati nei giorni scorsi in un'operazione di polizia.

Anche a Donetsk gli insorti filo Mosca hanno occupato la sede dei servizi segreti, dopo che ieri circa 200 filorussi si erano impossessati del palazzo della Regione chiedendo che sia indetto un referendum simile a quello della Crimea che ha portato la penisola tra le braccia della Russia.

A Kharkiv, diverse decine di persone hanno fatto irruzione ieri nella sede del governo regionale e hanno issato bandiere russe alle finestre, ma oggi sono state sgomberate, secondo quanto afferma Kiev. Ed è polemica sull'atteggiamento delle forze dell'ordine, che ieri non avrebbero opposto molta resistenza e si sarebbero rifiutate di usare la forza abbandonando l'edificio dopo il blitz degli insorti.

Una manifestazione a favore della Russia si è svolta anche a Odessa, importante città portuale e russofona dell'Ucraina meridionale. "Putin e Ianukovich hanno ordinato e pagato l'ultima ondata di disordine separatista nell'est del Paese", ha tuonato ieri in tarda serata il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov.

SDA-ATS