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È un quadro complesso quello che emerge dagli exit poll dopo le elezioni locali di ieri in Ucraina, considerate una sorta di test sulla popolarità del presidente Petro Poroshenko in un periodo di grave crisi economica.

Bassa l'affluenza alle urne: abbondantemente sotto il 50% (46,7%) e ferma addirittura al 31,65% nelle aree della regione di Donetsk non controllate dai separatisti.

A Kiev il sindaco uscente, l'ex pugile Vitali Klitschko, vicino a Poroshenko, è dato in testa con il 40,4% con un vantaggio notevole su Volodimir Bondarenko, del partito 'Patria' di Timoshenko, che invece avrebbe circa l'8,7% delle preferenze. Se i risultati dell'exit poll fossero confermati, Klitschko sarebbe però costretto al ballottaggio, mentre appena un anno e mezzo fa era stato eletto al primo turno con il 57% dei voti.

A Odessa, città russofona sul Mar Nero, è dato in testa con il 47,6% l'attuale sindaco filorusso, Ghennadi Trukhanov, forse costretto al ballottaggio con il filo-occidentale Oleksandr Borovik (30,8%).

A Kharkiv, nel nord-est, si va verso la rielezione di Ghennadi Kernes, un filorusso dal controverso passato che avrebbe ricevuto circa il 59,3% dei suffragi. Elezioni rimandate invece a Mariupol, città portuale di mezzo milione di abitanti nel sud-est ucraino, a causa di timori di frodi elettorali dovuti al fatto che le schede sono state stampate - forse in numero superiore al necessario - da una società dell'oligarca Rinat Akhmetov, considerato vicino al Blocco d'opposizione.

I risultati finali del voto non dovrebbero essere annunciati prima di dopodomani, mentre i ballottaggi sono attesi a metà novembre.

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SDA-ATS