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La crisi ucraina è stata al centro di nuovo round diplomatico sull'asse Mosca-Kiev-Berlino-Parigi, per premere sulla Russia affinché sostenga con azioni concrete, già da domani, la pacificazione dell'est separatista.

E il presidente russo Vladimir Putin, minacciato da nuove sanzioni economiche occidentali, si è espresso per un prolungamento del cessate il fuoco, che scade domani, in una lunga conversazione telefonica con i presidenti ucraino e francese, Pedro Poroshenko e Francois Hollande, ed la cancelliera tedesca Angela Merkel.

I quattro leader torneranno a parlarsi domani, poche ore prima della scadenza del cessate il fuoco nella regione russofona del Donbass, epicentro della crisi. Il colloquio odierno, durato oltre due ore, è il secondo in quattro giorni, ed era stato messo in programma venerdì a Bruxelles, nel giorno in cui l'Ucraina ha firmato un storico accordo di associazione con l'Unione Europea, scatenando l'irritazione di Mosca, che punta al contrario a ristabilire una forte influenza nelle ex repubbliche sovietiche.

Proprio questi frequenti contatti tra le cancellerie servono per mantenere pressione sulla Russia perché si adoperi a mettere fine ad un conflitto in cui finora hanno perso la vita almeno 420 persone. In particolare, Bruxelles chiede a Mosca di lavorare con Kiev per trovare uno strumento di verifica, sotto controllo Osce, del cessate il fuoco e del controllo delle frontiere; che le autorità ucraine riprendano il controllo dei tre posti di frontiera nelle mani dei separatisti; che venga aperto un negoziato per l'attuazione del piano di pace elaborato da Poroshenko.

Merkel e Hollande oggi hanno espresso a Putin "le chiare aspettative espresse dal Consiglio Europeo di venerdì, auspicando che i risultati arrivino già da lunedì".

SDA-ATS