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Nuove fiammate di guerra nel sud-est ucraino. È all'aeroporto di Donetsk che si registrano gli scontri più cruenti tra governativi e separatisti filorussi. Ma proiettili di artiglieria e bombe continuano a piovere pure sui centri abitanti uccidendo civili inermi: oggi in particolare alla zona attorno alla stessa 'capitale' dei ribelli, presa pesantemente di mira secondo questi ultimi dalle forze di Kiev. I due fronti diffondono peraltro bilanci di vittime spesso discordanti e difficili da verificare.

Mentre all'appello odierno di Vladimir Putin affinché entrambe le parti ritirino almeno gli armamenti pesanti dalla zona del fronte, il governo ucraino ha già risposto evasivamente chiedendo che sia Mosca a far rispettare agli insorti gli accordi di Minsk e richiamandosi al rispetto di una tregua che appare violata in realtà da tutti.

Lo scalo di Donetsk - rimesso a nuovo per i campionati Europei di calcio del 2012 - è ormai ridotto a poco più di un cumulo di macerie, ma rimane un obiettivo strategico di primaria importanza sia per Kiev sia per i separatisti. Almeno nel lungo periodo. Ed entrambe le fazioni sostengono di averlo ora in pugno in questa guerra che si combatte non solo con kalashnikov e cannoni, ma anche a colpi di propaganda.

Le forze armate ucraine nel primo pomeriggio hanno fatto sapere che nelle ultime 24 ore tre loro soldati sono stati uccisi e altri 66 sono rimasti feriti. Ma hanno anche annunciato di aver ripreso il controllo di buona parte dello scalo, dove nei giorni scorsi i separatisti avevano issato la loro bandiera. I miliziani smentiscono e dicono di aver inflitto dure perdite al nemico.

L'intensificarsi dei combattimenti non giova in ogni modo a un possibile riavvicinamento tra Putin e l'Occidente, che accusa Mosca di appoggiare militarmente i separatisti. Oggi i ministri degli Esteri dell'Ue hanno escluso di nuovo - almeno per il momento - un alleggerimento delle sanzioni contro la Russia.

In un conflitto costato finora la vita a circa 4800 persone, non mancano d'altronde neppure le accuse contro le forze governative ucraine e le milizie nazionaliste che le fiancheggiano. Secondo i ribelli, 9 persone, tra cui un bambino, sono state uccise nelle ultime ore a Gorlivka - una cittadina controllata dai separatisti a nord dell'aeroporto di Donetsk - da una bomba lanciata da un aereo militare di Kiev. E altre 44 sono rimaste ferite. Mentre a Donetsk - roccaforte dei separatisti - un ospedale è stato colpito da una granata che avrebbe ferito fino a sei persone: un medico e sei anziani pazienti.

La tv ucraina, da parte sua, replica sostenendo che un ragazzino e suo padre sono stati uccisi da colpi di artiglieria a Debaltseve, una cittadina controllata dai governativi.

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SDA-ATS