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Nel Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) dell'Unione europea è stato raggiunto un accordo per la proroga per 6 mesi delle sanzioni europee contro individui e società russi e delle autoproclamate repubbliche del Donbass nell'Ucraina orientale.

Le sanzioni in scadenza il 15 settembre saranno quindi prolungate fino al 15 marzo 2016.

Il congelamento dei beni e il divieto di viaggio riguardano 150 persone e 37 società attive nella "destabilizzazione" dell'Ucraina e sono state decise in momenti successivi a partire dalla primavera 2014.

La decisione di oggi, indicano fonti europee, dovrà essere formalmente confermata a livello politico in una riunione del Consiglio e sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale prima della scadenza delle sanzioni. Le misure restrittive "prendono di mira le azioni contro la sovranità, l'integrità territoriale, l'unità e l'indipendenza dell'Ucraina", colpiscono in sostanza oligarchi (come Arkady Rotenberg, Yuri Kovalchuk, Nikolay Shamalov e Sergey Chemezov), dirigenti pubblici del 'cerchio magico' di Vladimir Putin, presidenti della Camera e del Senato, vari deputati come Iosif Kobxon, il Frank Sinatra russo, capi dell'intelligence, il capo di stato maggiore Valery Gerasimov, un paio di vicepremier, oltre a vari consiglieri del Cremlino, il presidente della repubblica di Cecenia Ramzan Kadyrov, dirigenti della Crimea ed esponenti del Donbass.

Le misure prorogate oggi sono diverse dalle sanzioni economiche, adottate dalla Ue nell'estate 2014 dopo l'abbattimento del volo MH17 in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur e già prorogate sino alla fine del 2015, in attesa della piena messa in atto degli accordi di Minsk.

Non è escluso, ma è considerato evento poco probabile, che ci possano essere alcune variazioni alla lista attuale di individui e società sanzionati.

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SDA-ATS