Quasi 8'000 persone hanno perso la vita nell'Ucraina orientale dall'inizio del conflitto, secondo gli ultimi dati resi noti dall'Onu oggi a Ginevra in occasione della pubblicazione dell'undicesimo rapporto della Missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina.

Il rapporto, relativo al periodo 16 maggio-15 agosto 2015, osserva che il numero delle vittime civili è più che raddoppiato rispetto ai precedenti tre mesi, con almeno 105 morti e 308 feriti, contro i 60 morti e i 102 feriti segnalati per il periodo tra il 16 febbraio e il 15 maggio.

Nel dettaglio, dall'inizio del conflitto nell'Ucraina orientale, nell'aprile 2014, un totale di almeno 7'962 persone (inclusi membri delle forze armate ucraine, civili e membri dei gruppi armati) sono state uccise ed almeno 17'811 ferite, ha detto l'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad al-Hussein citando gli ultimi dati disponibili.

Tuttavia secondo il ministro della difesa di Kiev, Stepan Poltorak, le violenze nel conflitto nel sud-est ucraino hanno raggiunto in questi giorni il livello più basso dell'ultimo anno e mezzo. Gli attacchi contro le truppe ucraine si sono ridotti a due-quattro al giorno. L'amministrazione regionale di Lugansk riporta però la morte di due soldati nelle ultime 24 ore. Ucraini e ribelli si sono accordati per far tacere i cannoni dal 1. settembre per l'inizio del nuovo anno scolastico.

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