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I separatisti dell'autoproclamata repubblica popolare di Lugansk hanno bandito le agenzie Onu e diverse ong internazionali.

Anche nell'altra "repubblica" ribelle del sudest ucraino, quella di Donetsk, "sono state sospese tutte le operazioni delle agenzie delle Nazioni Unite". Lo denuncia Stephen ÒBrien, sottosegretario Onu per gli Affari umanitari, precisando che i ribelli di Lugansk hanno ordinato alle agenzie Onu di andare via entro oggi e alle ong entro domani.

ÒBrien non precisa quali ong sono state bandite, ma "Medici senza frontiere" si è detta "estremamente preoccupata" dall'iniziativa dei ribelli e ha annunciato di aver chiuso la sua sede a Lugansk, mentre continua a operare a Donetsk. I separatisti accusano "Medici senza frontiere" di "immagazzinare illegalmente farmaci psicotropi": accuse che la ong rigetta con veemenza.

Il sottosegretario Onu per gli Affari umanitari ha chiesto "l'immediata ripresa delle attività delle Nazioni Unite e delle ong internazionali" e ha definito l'azione dei separatisti filorussi "una lampante violazione del diritto internazionale umanitario".

Le forniture di aiuti umanitari alle zone controllate dai separatisti si sono ridotte fortemente da luglio a causa dell'introduzione da parte dei filorussi dell'obbligo di registrazione per le organizzazione che vogliano inviare aiuti. Ieri i ribelli di Lugansk hanno respinto per "violazioni" la registrazione di dieci ong straniere su 11 che ne avevano fatto richiesta. Queste restrizioni, secondo ÒBrien, hanno impedito l'arrivo di 16'000 tonnellate di aiuti umanitari.

"Le strutture sanitarie - denuncia il sottosegretario Onu - non possono effettuare operazioni chirurgiche perché mancano gli anestetici e circa 150'000 persone sono escluse dalla distribuzione mensile di generi alimentari".

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SDA-ATS