Navigation

Ucraina: Saakashvili a capo del Comitato delle riforme

Mikheil Saakashvili torna nella politica ucraina. KEYSTONE/AP/SERGEI GRITS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 maggio 2020 - 09:08
(Keystone-ATS)

L'ex presidente georgiano filo-occidentale Mikheil Saakashvili è stato nominato capo del Comitato esecutivo del Consiglio nazionale delle riforme ucraino.

L'ex leader della Rivoluzione delle Rose torna così nella politica ucraina, anche se alla guida di un nuovo e poco noto organo consultivo presidenziale e non come vice premier con delega alle riforme come aveva auspicato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

La possibile candidatura di Saakashvili a vice premier non ha ottenuto abbastanza sostegno tra le forze politiche ucraine e il Parlamento, pur controllato dal partito di Zelensky, non ha nemmeno messo ai voti l'eventuale ingresso dell'ex presidente georgiano nel governo.

Alla fine, Zelensky ha quindi optato per mettere Saakashvili a capo del Comitato esecutivo del Consiglio nazionale delle riforme, un atto per il quale non aveva bisogno dell'approvazione del Parlamento.

Saakashvili aveva ottenuto la cittadinanza ucraina nel 2015 per volere dell'allora presidente Petro Poroshenko, che lo aveva contestualmente nominato governatore della regione di Odessa. I suoi rapporti con Poroshenko si erano però presto incrinati e nell'estate del 2017 Poroshenko gli aveva ritirato il passaporto. Saakashvili aveva dovuto rinunciare alla cittadinanza georgiana per ottenere quella ucraina e il provvedimento di Poroshenko lo aveva quindi reso apolide.

Saakashvili era comunque tornato in Ucraina dalla Polonia nel settembre del 2017 assieme a centinaia di suoi sostenitori sfondando le linee della guardia di frontiera. Una volta a Kiev, aveva organizzato una serie di manifestazioni antigovernative.

Accusato di tentato golpe, era stato arrestato ma subito liberato dai suoi sostenitori mentre si trovava sulla camionetta della polizia. Arrestato una seconda volta, era stato rimesso in libertà su ordine di un giudice. Il 12 febbraio del 2018 era stato però espulso dall'Ucraina e mandato in Polonia. Nel maggio dell'anno scorso ha annunciato di essere tornato a Kiev dopo aver riottenuto la cittadinanza ucraina per volere del nuovo capo di Stato Zelensky.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.