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L'offensiva delle forze armate di Kiev nell'Ucraina orientale prosegue, ma con notevoli difficoltà. Alla vigilia dell'importante vertice di Ginevra tra Usa, Russia, Ucraina e Ue, e proprio mentre la Nato mostra i muscoli annunciando il rafforzamento dei "dispiegamenti via terra, aria e mare" nell'Europa orientale, l'avanzata dell'esercito di Kiev è di fatto bloccata dagli insorti pro-Mosca che oggi, invece di ripiegare davanti al nemico, hanno occupato il municipio di Donetsk e hanno addirittura sottratto sei blindati a una colonna militare di 'lealisti', costringendo il resto del gruppo a consegnare le armi.

L'episodio è avvenuto a Kramatorsk, dove una folla di manifestanti filorussi ha fermato l'avanzata di 15 tank della 25/ma brigata di paracadutisti diretti probabilmente all'aeroporto militare della città, riconquistato ieri dall'esercito ucraino. I sei blindati sottratti a Kiev sono arrivati nella vicina Sloviansk con le bandiere russe, ma non è chiaro se gli equipaggi siano passati dalla parte degli insorti, come sostengono alcuni media vicini al Cremlino, o meno. Dopo ore e ore di trattative, il resto della comitiva ha invece smontato le armi e le ha consegnate ai filorussi abbandonando il campo.

Una scena simile sarebbe avvenuta anche a Sloviansk, dove - secondo fonti filorusse citate dall'agenzia Interfax - 300 soldati si sarebbero arresi tra gli applausi della folla. A completare gli insuccessi dell'esercito di Kiev è infine arrivata la notizia di due militari ucraini (un ufficiale e un soldato di leva) catturati ieri sera da "terroristi armati" a Krasni Luch, nella regione di Lugansk, mentre stavano riparando l'auto su cui viaggiavano.

In Ucraina, insomma, l'esercito regolare sembra davvero in pessime condizioni: i mezzi di cui è dotato non sono di certo d'ultima generazione, e nei video i soldati fermati dai filorussi (tra cui anche dei ragazzi di leva) appaiono smarriti e insicuri. Certo il fatto che i nemici siano dei connazionali non facilita l'operazione militare lanciata dal governo ucraino (e sbandierata come "antiterrorismo") anche per accontentare l'ala più oltranzista di Maidan, che chiedeva da tempo risposte forti contro gli insorti.

E a questo si aggiunge la minaccia di un intervento di Mosca, che avrebbe 35-40.000 soldati ammassati al confine e pronti al combattimento. Il Cremlino si erge da tempo a difensore dei russi e dei russofoni d'Ucraina, e oggi - parlando di presunte intercettazioni telefoniche tra membri delle forze speciali russe e insorti - il portavoce del controspionaggio ucraino, Vitali Naida, ha accusato Mosca di puntare a "100-200 morti" negli scontri per giustificare un'invasione dell'Ucraina.

Tra Kiev e Mosca è comunque da tempo in atto una guerra dell'informazione, e mentre la Russia nega qualunque coinvolgimento di propri uomini nella rivolta filorussa, gli 007 ucraini sostengono di aver già fermato 23 ufficiali dei servizi segreti militari russi (Gru). Ma secondo il governo di Kiev anche i filorussi con addosso mimetiche senza alcun segno distintivo e armati di kalashnikov (i cosiddetti "uomini verdi") sono militari di Mosca, così come lo erano quelli che hanno preso parte all'invasione russa della Crimea. Anzi, lo stesso comandante degli armati filorussi a Sloviansk, Igor Strelkov, sarebbe un ufficiale dei servizi segreti militari russi già presente anche in Crimea.

Ma tra questi uomini armati potrebbero anche esserci degli ex militari o poliziotti ucraini, visto che alcuni agenti del disciolto gruppo speciale di polizia 'Berkut' (che ha lottato contro gli insorti di Maidan) è passato dalla parte dei filorussi, così come anche alcuni reparti di polizia dell'Ucraina orientale, che non esitano a decorare le proprie divise con i nastrini neri e arancioni dei pro-Mosca.

Intanto il Partito delle Regioni, l'ex movimento politico del deposto presidente Viktor Ianukovich, ha lanciato un appello perché Kiev cessi l'operazione nell'est e conceda l'amnistia ai 'ribelli', chiedendo però a quest'ultimi di abbandonare gli edifici occupati e di deporre le armi.

SDA-ATS