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L'Unione europea chiede a Kiev dei chiarimenti sulle condizioni di detenzione della leader dell'opposizione Iulia Timoshenko, che da ormai nove mesi è ricoverata in un ospedale di Kharkiv per curare un'ernia del disco e che lamenta continue violazioni alla sua intimità.

La richiesta arriva dai rappresentanti del Parlamento europeo che hanno fatto visita all'ex eroina della Rivoluzione arancione tre giorni fa: Pat Cox, ex presidente dell'assemblea, e Aleksander Kwasnievski, ex presidente polacco.

Subito dopo l'incontro, il sistema penitenziario aveva diramato una nota dicendo che Cox e Kwasnievski non avevano fatto commenti nè avanzato lamentele per il trattamento riservato in ospedale all'ex principessa del gas. I due rappresentanti dell'Ue hanno però smentito, definendo il comunicato "estremamente ingannevole". "Al contrario - sostengono -, le condizioni di detenzione di Timoshenko sono causa di urgente e seria preoccupazione".

Circa un mese fa la Timoshenko ha denunciato che "sconosciuti" avrebbero tentato di avvelenarla inserendo delle sostanze tossiche nei suoi cosmetici. Le autorità penitenziarie hanno smentito la notizia dicendo che le analisi sui cosmetici non avrebbero riscontrato tracce di "metalli tossici". L'ex lady di ferro - condannata a sette anni di reclusione in un processo che Ue e Usa ritengono di matrice politica - denuncia inoltre di essere continuamente sorvegliata dalle videocamere, persino nel wc.

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SDA-ATS