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Il diritto svizzero deve essere preminente rispetto alle decisioni dei tribunali stranieri, sostiene l'UDC. I democentristi hanno lanciato oggi la raccolta delle firme per l'iniziativa "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l'autodeterminazione)", in cui sono incluse garanzie per i diritti umani "imperativi". La scadenza per riunire le 100'000 firme è il 10 settembre 2016.

Il testo permetterà di mettere in pratica le decisioni di popolo e Cantoni che "i politici rifiutano di applicare invocando il diritto internazionale". A titolo esemplificativo, l'UDC cita le iniziative sull'immigrazione di massa e quella sull'espulsione degli stranieri criminali, o ancora l'articolo sulla protezione delle Alpi.

Secondo la proposta presentata oggi ai media a Berna, la "Costituzione federale è la fonte suprema del diritto" elvetico. Si tratta del "DNA dello Stato", ha sostenuto il consigliere nazionale Yves Nidegger (UDC/GE), uno degli autori del testo.

In pratica la Costituzione federale si situerà al di sopra del diritto internazionale. In caso di bisogno, la Svizzera dovrà denunciare i trattati internazionali. Questo tipo di scontro rimane tuttavia raro, ha riconosciuto Hans-Ueli Vogt, deputato al Parlamento zurighese e candidato al Consiglio degli Stati alle prossimo elezioni federali di ottobre.

Diritti umani

La Confederazione dovrà quindi evitare di prendere impegni internazionali che contraddicono la Costituzione, e comunque i tribunali elvetici non potranno applicare un tale accordo.

Il testo non è tuttavia un attentato ai diritti umani, ha precisato Vogt. Quelli "imperativi" - come il divieto di tortura, di genocidio, di violenza, ecc. - saranno garantiti. In ogni caso, la legislazione svizzera "contiene già questo tipo di protezioni", ha aggiunto l'ex consigliere federale Christoph Blocher.

Si tratta di privilegiare il giudizio dei cittadini rispetto a quello di "funzionari e professori". "Chi ha fatto più idiozie in Europa negli ultimi anni? I politici o il popolo svizzero?" ha domandato provocatoriamente Blocher.

Fra le motivazioni dei democentristi, si trova anche l'accordo quadro sulle questioni istituzionali fra Svizzera e Unione europea (Ue). Il partito di destra teme che il progetto, in fase di negoziazione, permetterà una "ripresa automatica del diritto europeo", ha spiegato Blocher. Il Consiglio federale e il ministro degli esteri Didier Burkhalter hanno ripetuto a più riprese che questo non accadrà, poiché il governo ha messo dei limiti.

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SDA-ATS