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Alle elezioni federali di domenica l'Unione Democratica di Centro (UDC) è stato il partito preferito da un po' tutte le fasce della popolazione, a prescindere dalla classe di età, dalla confessione, dal reddito e dal sesso. L'UDC è preferita anche dalle donne.

È quanto risulta da un sondaggio commissionato dalla SSR all'istituto gfs.bern e realizzato telefonicamente interrogando 1017 persone tra le 12 e le 18 di domenica.

Secondo il rapporto pubblicato oggi, tra gli uomini e la popolazione di età fra i 18 ed i 39 anni l'UDC ha raccolto il maggior numero di consensi, seguito dal Partito Liberale Radicale (PLR).

Tra le donne e la popolazione di oltre 40 anni è il Partito Socialista (PS) a piazzarsi al secondo rango dietro i democentristi.

L'UDC è stata la più votata anche nei comuni delle regioni periferiche, nonché nei piccoli, medi e grossi agglomerati. Solo le maggiori città sono rimaste in mano ai socialisti.

Il PS è stato favorito da chi ha un alto livello di formazione, mentre l'UDC da quella con un'istruzione media o bassa.

Secondo le conclusioni del sondaggio, rispetto alle precedenti elezioni federali sono variati in modo insignificante i motivi che hanno spinto alla scelta di un determinato partito. Le cinque principali ragioni sono rimaste le stesse.

Chi ha scelto di votare democentrista lo ha ha fatto in primo luogo per le risposte che il partito dà ai problemi attuali, per la sua concezione del mondo e per i suoi esponenti. Seguono lo stile politico con cui prende le decisioni e la forza del partito per l'elezione del Consiglio federale.

Tra i socialisti, e la sinistra in generale, l'ideologia è preponderante, ma contano anche le personalità del partito, l'affinità di posizioni e i gruppi di popolazione che esso rappresenta. Lo stile del partito e le elezioni nell'esecutivo passano invece in secondo piano.

Il PLR è stato scelto soprattutto per la posizione liberale, quale elemento centrale della sua ideologia. Persone, temi affrontati e stile decisionale sono pure fattori di peso.

Per i sostenitori del Partito Popolare Democratico (PPD) giocano un ruolo decisamente maggiore le personalità che esso riunisce, segue a distanza la visione del mondo. La risoluzione dei problemi contingenti assume invece un'importanza minore rispetto agli altri partiti.

Secondo il sondaggio, i più propensi al "panachage" dei candidati, ossia a dare voti anche ad esponenti di altre liste, sono risultati i Verdi Liberali (il 66% di loro), seguiti dai Verdi (62%), PPD (56%) e socialisti (56%), che in precedenza erano i più propensi a questo genere di operazione.

All'opposto il Partito Borghese Democratico (PBD) e l'UDC hanno votato per lo più esclusivamente i loro candidati, rispettivamente al 61% e al 54%.

Poco più della metà degli elettori, come negli anni precedenti, ha preso definitivamente una decisione solo dopo aver ricevuto il materiale di voto. Chi ha stabilito come votare nelle tre settimane precedenti l'apertura dei seggi lo ha fatto ascoltando in primo luogo i media tradizionali: giornali ed emissioni radio o televisive.

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SDA-ATS