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UE: 8,2 milioni senza la speranza di un lavoro, 1 su 3 italiano

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2012 - 18:22
(Keystone-ATS)

Nell'Ue a 27 sono 8 milioni 250 mila coloro che non cercano un impiego ma sono disponibili a lavorare (3,5% della forza lavoro). E l'Italia è il Paese con il più alto numero, ne conta ben 2,7 milioni (l'11,1% della forza lavoro). Quasi una persona su tre senza più speranza di trovare impiego è italiana. È quanto emerge da dati Eurostat 2010.

Se si restringe lo sguardo alla sola eurozona, il numero delle persone disponibili a lavorare ma non in cerca è di 5,465 milioni, con quindi addirittura uno su due che è italiano. Sempre secondo quanto emerge dal recente rapporto Eurostat 'Underemployed and potentially active labour force statistics', sui sotto-occupati e la potenziale forza lavoro attiva, l'Italia è, così, di gran lunga lo stato europeo che sconta l'esercito più folto di persone che non hanno più fiducia nel mondo del lavoro.

Nella Penisola si tratta di una fascia che rientra nel bacino degli inattivi, coloro che nè hanno un posto nè lo cercano, ma i confini con il comparto dei disoccupati (chi non ha un impiego ma lo cerca) non sono invalicabili, visto che si tratta di persone che potenzialmente, se la ricerca di un posto non fosse così deludente, lavorerebbero.

Tra i Paesi con le percentuali più alte di "senza speranza", Bulgaria (8,3%) e Lettonia (8,0%). Mentre Stati come Belgio (0,7%), Francia (1,1%) e Germania (1,3%), vantano le quote minime, che evidenziano come, nonostante la crisi, in questi Paesi il mercato del lavoro è ancora in grado di dare speranza a chi è senza occupazione.

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