L'export Ue nel settore dei servizi verso il resto del mondo è aumentato del 29% negli ultimi cinque anni, passando dai 568,7 miliardi di euro del 2010 a 734,8 del 2014, contro un import in crescita del 27%, da 458 miliardi a 583,4. Sono i dati di Eurostat.

L'eccedente commerciale dell'Ue nel settore è costantemente cresciuto tra 2010 e 2013, passando da 110,7 mld a 178,1, prima di scendere a 151,4 mld nel 2014.

Gli Usa sono stati il partner principale per l'export Ue nel 2014 (193,6 miliardi di euro, pari al 26% delle esportazioni extra-Ue), ben avanti rispetto a Svizzera (103,5 mld; 14%), Cina (31,7%; 4%), Russia (28,9 mld; 4%) e Giappone (25,6 mld; 3%).

Anche per l'import gli Usa sono al primo posto (182 mld, 31%) seguiti da Svizzera (65,7 mld; 11%); Cina (22,6 mld; 4%); Giappone (15,3 mld; 3%); Russia (12,4 mld; 2%) e Canada (11,3 mld; 2%).

Viaggi e trasporti sono state le due principali categorie di servizi scambiati nel 2014, pari al 33% del totale delle esportazioni e al 37% delle importazioni.

L'eccedenza commerciale nel 2014 si spiega essenzialmente per le eccedenze dei servizi finanziari (41,7 mld di euro), così come per quelli delle telecomunicazioni, informatica e di informazione (41 mld), mentre si registra un deficit importante sul fronte dell'utilizzo della proprietà intellettuale (-31,8 mld).

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