Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

L'Unione europea deve ancora sterzare in direzione decisa verso un reale sviluppo sostenibile, con cinque indicatori su dieci in territorio negativo, quello della povertà in primis.

Meglio invece per la riduzione delle emissioni dei gas serra e dello sfruttamento delle risorse, per un consumo e una produzione più sostenibile. È quanto emerge dalla fotografia scattata da Eurostat, secondo cui a lungo termine il dato di una persona su quattro a rischio povertà registrato nel 2013 nell'Ue, senza cambi di rotta in futuro, non potrà che peggiorare.

Prospettive nere Eurostat le registra anche sul fronte degli aiuti allo sviluppo, intesi come fetta del reddito nazionale speso dall'Ue nel resto del Pianeta, anche se gli europei rimangono comunque i primi donatori al mondo. Piuttosto in chiaroscuro poi il bilancio per aspettativa di vita e salute pubblica, ma anche per il Pil reale pro capite (salito del 13% fra 2000 e 2014), mentre il giudizio è positivo per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse e il tasso di occupazione dei lavoratori più anziani, con l'obiettivo del 50% di occupati toccato nel 2013. Bene anche le emissioni di gas serra, con il superamento del target del 20% fissato per il 2020, il consumo di energia primaria e il consumo di energia nel settore dei trasporti, che sarà più favorevole a breve termine.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS