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UE: deputati per libertà culto, cristiani i più perseguitati

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 18:10
(Keystone-ATS)

BRUXELLES - Il gruppo religioso più perseguitato nel mondo è quello cristiano. Su 100 morti per crimini legati alla religione, 75 sono di fede cristiana. Si stima che siano stati martirizzati più cristiani nel solo 20/o secolo che in tutti i 1900 anni precedenti.
In base ai dati presentati oggi al parlamento Europeo nel corso della conferenza sulla "Persecuzione contro i cristiani", il numero totale di credenti discriminati è di circa 100 milioni di persone. Le persecuzioni includono ostacoli alla dichiarazione della propria fede, la confisca e la distruzione di luoghi di culto e il divieto all'educazione religiosa.
Alla conferenza è stato presentato lo studio sulle "Restrizioni globali alla religione" preparato dal Pew Forum di Washington, dal quale risulta che in 64 paesi del mondo ci sono limiti alla libertà di religione, che condizionano la vita del 70% degli abitanti del pianeta. Combinando i due fattori, limiti imposti dai governi e dalle condizioni sociali, i paesi meno liberi sono Iran, Egitto, Indonesia, Pakistan e India. Dall'altro lato della scala i paesi più liberi sono Brasile, Giappone, Stati Uniti, Italia, Sudafrica e Gran Bretagna.
La Conferenza ha portato anche le testimonianze dell'arcivescovo di Kirkuk (Iraq) Louis Sako, del vescovo Edward Hilboro Kussala che ha parlato delle persecuzioni in Sudan, del preside del Newman College indiano e del presidente dei Montagnard vietnamiti Kok Ksor.
La conferenza si è conclusa con la presentazione di una dichiarazione, sulla quale sono state raccolte firme di parlamentari di tutti gli schieramenti, in cui si chiede al "ministro degli esteri" dell'Unione Euiropea Catherine Ashton di difendere la libertà di culto, aggiungendo a tutti gli accordi con paesi esterni all'UE una clausola vincolante di rispetto di tale diritto fondamentale.

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