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L'inflazione nell'eurozona resta "molto bassa", al palo per quest'anno allo 0,1% e all'1% per il prossimo contro l'1,5% delle precedenti stime. Così le nuove previsioni della Commissione Ue, secondo cui questo fenomeno è dovuto al "forte calo del petrolio".

La crescita di salari, consumi e produzione cominciano però a far pressione sui prezzi.

Sempre secondo la Commissione europea, "nonostante un contesto di prezzi del petrolio in calo, politica monetaria accomodante e un relativamente debole valore esterno dell'euro, la ripresa economica quest'anno è stata resistente e diffusa negli Stati membri".

Tuttavia, la ripresa è ancora troppo lenta, affermano le previsioni della Commissione. Infatti, "l'impatto dei fattori positivi sta svanendo, mentre emergono nuove sfide, come il rallentamento delle economie emergenti e del commercio globale, e il persistere di tensioni geopolitiche".

Grazie però a un miglioramento dell'occupazione che sostiene il reddito disponibile, condizioni di credito più facili e investimenti maggiori, "si prevede che il ritmo della crescita resista alle sfide nel 2016 e nel 2017", quando il pil nell'eurozona dovrebbe arrivare all'1,9%. Nell'Ue a 28 il pil per il 2015 è all'1,9%, nel 2016 al 2% e nel 2017 al 2,1%.

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SDA-ATS