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L'inflazione europea resta al palo anche in agosto e per la Bce, che ormai da mesi si adopera per veder risalire i prezzi verso il target ideale, le sfide si fanno più consistenti.

Di ritorno dalla breve pausa estiva, nella riunione del consiglio direttivo che si terrà giovedì il presidente Mario Draghi e i governatori delle banche centrali dell'Eurozona si troveranno a dover affrontare le ultime evoluzioni della congiuntura internazionale e dei mercati finanziari. Inevitabile, dunque, che gli occhi saranno puntati sullo scossone provocato dalla Cina, sull'inesorabile calo delle quotazioni del petrolio e sul livello dei prezzi al consumo nel vecchio continente.

Secondo la prima stima flash di Eurostat diffusa oggi, l'inflazione dell'Eurozona è rimasta stabile allo 0,2%, lo stesso livello di luglio. Gli analisti si attendevano un livello ancora più basso, pari allo 0,1%. A frenare l'aumento dei prezzi del mese scorso è stato nuovamente il calo di quelli dei prodotti energetici, che in agosto hanno registrato una flessione su base annuale del 7,1%, dopo un calo del 5,6% in luglio. In aumento, invece, sono risultati i prezzi del comparto alimentazione, bevande alcoliche e tabacchi (+1,2% contro +0,9% in luglio), e quelli dei servizi (+1,2%), mentre i beni industriali sono saliti dello 0,6% (+0,4% in luglio). L'inflazione core si è attestata all'1%.

Giovedì spetterà dunque ai banchieri centrali riuniti nell'Eurotower valutare la situazione e decidere il messaggio da dare ai mercati e che azioni intraprendere. La Bce sta infatti comprando titoli per cercar di combattere un'inflazione sottotono ormai da tempo e ancora decisamente al di sotto del target del 2% fissato dalla stessa Bce. Alla luce del rallentamento dell'economia cinese e del calo dei prezzi del petrolio, proprio la settimana scorsa il capo economista della Banca centrale europea Peter Praet ha detto che la sfida è diventata più dura e che la Bce è pronta a fare di più se necessario.

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SDA-ATS