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Ue: la Cina ribadisce il suo no a tassa su emissioni aerei

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 maggio 2012 - 16:15
(Keystone-ATS)

La Cina ha ribadito oggi la sua opposizione alla tassa europea sulle emissioni degli aerei. Lo ha detto poco fa in conferenza stampa il portavoce del ministero degli esteri di Pechino Hong Lei, insistendo che la questione deve essere risolta attraverso le consultazioni multilaterali. "La decisione unilaterale dell'Unione Europea - ha detto Hong - ha scatenato forti scontenti tra i paesi non europei".

Secondo gli ultimi dati, almeno 1.200 compagnie aeree hanno già aderito al programma europeo comunicando i dati delle loro emissioni ma gli otto vettori cinesi (e due indiani) non lo hanno ancora fatto. "Non sappiamo quanti abbiano comunicato i dati - ha detto il portavoce - ma nessuno dei governi in contatto con la Cina accetta la decisione europea".

Non è la prima volta che Pechino alza la voce contro la richiesta europea, che tassa le compagnie aeree in base alle emissioni dei velivoli che transitano in Europa. La Cina si oppone alla decisione unilaterale europea, chiedendo invece che si discuta a livello internazionale in una cornice multilaterale.

"Il nostro governo - ha concluso Hong Lei - spera che l'Europa possa tenere a mente il quadro più ampio della cooperazione internazionale sul cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile del trasporto aereo internazionale, adottare un atteggiamento costruttivo e pratico e impegnarsi in piena comunicazione e coordinamento con tutte le parti interessate tra cui la Cina a cercare una soluzione adeguata del problema, accettabile per tutti".

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