Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Commissione Europea vede problemi giuridici nella soluzione proposta dalla Svizzera per la libera circolazione con la Croazia dopo l'approvazione dell'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa", il 9 febbraio. Lo affermano ambienti diplomatici a Bruxelles, precisando che i 28 stati membri dell'UE discuteranno sulla questione nella prossima riunione. Inoltre la presidenza di turno greca intende sbloccare il mandato di negoziato sulle "questioni istituzionali" con la Svizzera.

Dopo il "sì" al testo dell'UDC, il Consiglio Federale il 16 febbraio aveva deciso di sospendere l'accordo per l'estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia, ritenendo che esso non possa essere firmato nella sua forma attuale. Bruxelles aveva allora congelato i negoziati sulla partecipazione svizzera ai programmi "Erasmus+" (scambio di studenti), "Orizzonte 2020" (ricerca) e "MEDIA" (cinema). In questi ultimi giorni la Svizzera si è detta pronta a trovare una soluzione "a corto termine" con la Croazia. Proprio in quest'ultimo paese la consigliera federale Simonetta Sommaruga affronterà la questione martedì prossimo, a margine della conferenza ministeriale sulla cooperazione di polizia nel Sudest europeo.

La Svizzera ha proposto alla Croazia di applicare la libera circolazione senza firmare formalmente il protocollo aggiuntivo sull'estensione al paese balcanico dell'accordo concluso tra Svizzera ed UE. In contropartita Berna vuole che siano sbloccati gli accordi su "Erasmus+" e "Orizzonte 2020".

I segnali provenienti da Zagabria sulla libera circolazione sono positivi, ma l'idea elvetica non sembra entusiasmare Bruxelles, indicano fonti europee. I primi contatti informali hanno già avuto luogo fra la Svizzera a la Commissione UE.

Ufficialmente l'esecutivo europeo non vuole esprimersi: "Finora l'UE non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla Svizzera; nemmeno in merito alla sua posizione rispetto al protocollo" (aggiuntivo per estendere la libera circolazione alla Croazia)". La Commissione dice quindi di non poter commentare le informazioni stampa in proposito.

Secondo un diplomatico europeo, la Commissione, che tutela i trattati europei, ritiene comunque che giuridicamente Zagabria, con l'adesione all'UE, non possa "arrangiarsi" separatamente tramite accordi bilaterali con la Svizzera. Diventando Stato membro, la Croazia ha infatti ripreso tutto il diritto valevole in seno all'UE, dalla legislazione alle norme.

La stessa Commissione UE scrive in una presa di posizione che "il protocollo è stato negoziato e parafato da UE a Svizzera. E malgrado riguardi i cittadini croati, non è una questione bilaterale fra Berna e Zagabria".

In pratica, la Svizzera deve riconoscere la libera circolazione delle persone e "firmare il protocollo aggiuntivo riguardante le Croazia", ha spiegato oggi alla radio svizzero tedesca l'ambasciatore europeo a Berna, Richeard Jones.

Ma l'esecutivo di Bruxelles non è il solo a poter dire la sua. Oltre alla Croazia, anche gli altri 27 stati membri devono accettare l'intesa fra Berna e Zagabria.

La proposta elvetica avrebbe dovuto essere affrontata mercoledì scorso da un gruppo di lavoro comprendente i 28 dell'UE e i paesi dell'AELS. La riunione è poi stata interrotta a causa del vertice Africa-UE, ma riprenderà mercoledì prossimo. Per l'occasione è anche previsto che si discuta del blocco del mandato di negoziato dell'UE sulle "questioni istituzionali" con la Svizzera.

La presidenza greca dell'UE ha chiesto l'elaborazione di una dichiarazione comune dei 28 che sottolinei l'importanza delle quattro libertà fondamentali di circolazione nell'UE: per merci, servizi, capitali e persone.

"La dichiarazione deve essere approvata assieme al mandato di negoziato", ha indicato all'ats un diplomatico europeo a Bruxelles. Il presupposto è che la Croazia approvi la proposta svizzera sulla libera circolazione.

Il Consiglio Federale ha adottato in dicembre il mandato riguardante i negoziati sul proseguimento della via bilaterale e le questioni istituzionali, ma Bruxelles ancora no.

Il mandato europeo era quasi pronto alla fine di gennaio, ma è stato ritirato dopo l'accettazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" e la decisione di non ratificare il protocollo aggiuntivo sulla libera circolazione con la Croazia. Secondo la fonte diplomatica, l'UE voleva così mostrare la propria solidarietà con il suo Stato membro più giovane.

SDA-ATS