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UE: Rehn, riforma zona euro o disintegrazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2011 - 18:51
(Keystone-ATS)

L'Eurozona deve accettare di avere una guida economica comune per evitare "la progressiva disintegrazione" del progetto europeo. "Siamo arrivati al momento in cui si devono fare scelte e prendere impegni gravi". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, parlando alla plenaria del Parlamento a Bruxelles.

L'Unione economica e monetaria, secondo Rehn, "dovrà essere completata con una integrazione approfondita" altrimenti "dovremo accettare la progressiva disintegrazione di oltre mezzo secolo di integrazione europea".

"È una scelta - ha continuato Rehn - che dovrà essere presa con coscienza dai governi dell'Eurozona". Il responsabile Ue per l'economia ha anche affermato che l'integrazione delle politiche di bilancio dovrà avvenire "in un quadro giuridico da vera unione economica e monetaria".Il metodo per arrivarci dovrà essere quallo comunitario e non intergovernativo perchè solo il primo "è garanzia di equità".

Rehn ha anche ribadito che nel prossimo vertice del 9 dicembre sarà presentato il libro verde sugli eurobond definiti come "una straordinaria idea" per ridurre i costi del debito sovrano e "per indurre disciplina di bilancio".

Il vicepresidente della Commissione ha quindi indicato come "priorità" per l'Eurozona: continuare il consolidamento fiscale "differenziato"; avere attenzione "all'impatto del consolidamento sulla crescita" e quindi valutare come ridurre le spese ed aumentare le entrate"; rafforzare le banche con la ricapitalizzazione; avviare riforme strutturali "nei servizi, nelle reti, nel settore pubblico e per l'economia digitale" nonchè le "necessarie riforme per un mercato del lavoro più flessibile" e per "l'ammodernamento della pubblica amministrazione tanto della Ue quanto degli stati membri". Argomenti che lo stesso Rehn ha definito "non nuovi". "Ma - ha osservato - abbiamo già preso tanti impegni, ora bisogna realizzarli" in modo "rapido e determinato altrimenti queste priorità non serviranno a niente".

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