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Ue: tedesco Schulz eletto presidente Parlamento europeo

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 gennaio 2012 - 12:03
(Keystone-ATS)

Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è stato eletto presidente del Parlamento europeo per la seconda metà della legislatura.

Il presidente uscente, Jerzy Buzek, ha ufficializzato il risultato nella plenaria di Strasburgo comunicando che alla votazione hanno partecipato 699 parlamentari, con 29 voti nulli e 670 validi. Con la maggioranza assoluta quindi fissata a 336 voti, Martin Schulz è risultato eletto con 387 voti, contro 142 al conservatore Nirj Deva e 141 alla liberal-democratica Diana Wallis.

"Per la prima volta dalla sua fondazione, il fallimento dell'Unione europea non è un'ipotesi irrealistica", ha detto il neoeletto presidente nel suo discorso di insediamento, lanciando una sfida ai governi che "da mesi passano da un vertice all'altro" e fanno "tornare ad un periodo superato, quello del Congresso di Vienna". Schulz ha quindi denunciato che "l'inflazione di vertici" esclude i parlamenti europeo e nazionali dal processo decisionale.

Martin Schulz, 56 anni compiuti il 20 dicembre scorso, è balzato agli onori della cronaca nel 2003, per il clamoroso scontro con il premier italiano Silvio Berlusconi che voleva suggerirlo per il ruolo di kapò in un film sul nazismo. Il Cavaliere era al Parlamento europeo come presidente di turno della Ue. La polemica con Schulz è diventata uno dei pezzi forti della memoria storica dell'assemblea elettiva.

Quell'episodio ha costruito parte della sua carriera politica, ma ora Schulz si propone due anni e mezzo di mandato per dare un ruolo più forte al Parlamento europeo, contro la deriva di rinazionalizzazione che emerge dalle cancellerie.

Presentando il suo programma, Schulz punta al rilancio della crescita e dell'occupazione, dando "più soldi nelle tasche dei lavoratori" e potenziando il welfare invece che ridurlo. Poi, pensando alla contingenza della crisi, è un paladino della Tobin Tax, delle norme anti-speculazione, della regolamentazione per le agenzie di rating e, naturalmente, degli eurobond.

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