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I ministri delle finanze dell'Unione Europea (UE), riuniti oggi a Lussemburgo, hanno tolto il Liechtenstein e il Perù dalla lista grigia dei paradisi fiscali. La Svizzera continua invece a figurarvi.

In un comunicato, i ministri dell'UE spiegano che il Principato e il paese sudamericano hanno realizzato le riforme necessarie per sparire dalla lista in questione.

La Svizzera continua ad essere sulla lista grigia perché non è riuscita ad eliminare cinque regimi fiscali per le aziende criticati dall'UE, malgrado Berna si sia impegnata a farlo nell'ottobre 2014, con un dichiarazione congiunta con l'UE. I cinque regimi avrebbero dovuto sparire con la terza riforma della fiscalità delle imprese (RIE III), bocciata in votazione popolare nel febbraio del 2017.

Recentemente il Consiglio federale ha comunicato che si voterà sulla riforma fiscale e sul finanziamento dell'AVS (RFFA) al più presto il 19 maggio del 2019. Secondo quanto riferito all'agenzia di notizia Keystone-ATS da un diplomatico europeo, il ministri dell'UE intendono però decidere nei primi mesi dell'anno chi verrà definitivamente stralciato dalla lista grigia, che in futuro dovrebbe sparire definitivamente.

I paesi che non mantengono gli impegni finiranno nella lista nera, dove attualmente figurano le isole Samoa Americane (o Orientali), Guam, la Namibia, Samoa (o Occidentali), Trinidad e Tobago e le Isole Vergini statunitensi.

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SDA-ATS