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Parenti e amici al Kursaal di Interlaken per l'ultmo saluto al grande alpinista

Keystone/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Famigliari e amici hanno reso oggi a Interlaken (BE) l'ultimo omaggio a Ueli Steck, l'alpinista estremo svizzero morto lo scorso aprile nella regione dell'Everest, in Nepal, all'età di 40 anni.

I partecipanti alla cerimonia si sono riuniti verso le 16:00 al Kursaal: nella sala adibita alla commemorazione dominava una grande foto in bianco e nero proiettata, che ritraeva Steck in un paesaggio di imponenti montagne.

L'alpinista, conosciuto in tutto il mondo per i suoi exploit, aveva perso la vita lo scorso 30 aprile sulle pendici del Nuptse, vetta di 7861 metri nelle immediate vicinanze dell'Everest, mentre si stava allenando proprio per raggiungere la cima più alta del mondo per una via più difficile di quella comunemente percorsa da sud. Dagli 8848 metri dell'Everest avrebbe poi voluto tentare senza interruzione e senza ossigeno la traversata verso gli 8561 metri del dirimpettaio Lhotse, un'impresa non ancora riuscita.

L'alpinista bernese, che era nato il 4 ottobre 1976 a Langnau nell'Emmental e risiedeva a Ringgenberg presso Interlaken, è stato cremato e tumulato il 4 maggio secondo il rito buddista in Nepal vicino al monastero Tengoche, ubicato nella valle percorsa dagli scalatori diretto verso il massiccio dell'Everest.

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SDA-ATS