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Anche il Gran consiglio ginevrino si schiera contro i piani della Posta.

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Dopo il Vallese anche il canton Ginevra appoggia l'iniziativa cantonale ticinese che punta a rafforzare la posizione dei comuni confrontati con il pericolo di una soppressione di uffici postali.

Il Gran Consiglio ginevrino ha approvato una risoluzione urgente all'indirizzo dell'Assemblea federale, che informa del suo sostegno il parlamento di Berna. Solo i deputati del PLR si sono opposti.

I socialisti hanno invitato ad allearsi ad altri cantoni per fare fronte comune contro quello che considerano uno smantellamento del servizio di prossimità. Il Mouvement citoyens genevois (MCG) ha denunciato i licenziamenti massicci che seguirebbero la chiusura di uffici. "Resistenza" è stata anche la parola d'ordine del PPD, che ha fatto presente l'impatto che la riorganizzazione della Posta potrebbe avere sui legami sociali di quartiere e sui piccoli commercianti.

I rappresentanti del PLR, pur sottolineando il loro attaccamento al servizio pubblico, hanno giustificato i piani dell'azienda con i cambiamenti di abitudine dei suoi clienti.

Il Gran Consiglio ticinese ha adottato l'iniziativa cantonale il 12 dicembre scorso con 77 voti, nessun contrario e due astensioni. Il testo, lanciato dal PS, intende rinforzare la posizione dei comuni nei negoziati con la Posta, permettendo loro in particolare la via del ricorso al Tribunale amministrativo federale.

SDA-ATS

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