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L'Ufficio federale dei trasporti necessita di tempo per esaminare l'offerta di rinnovo inviata dall'ex regia e la richiesta della società BLS di rilevare la gestione di alcune linee.

Keystone/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

La concessione per le linee ferroviarie a lunga percorrenza, che scade a fine anno, sarà di esclusiva competenza delle FFS per ulteriori due anni.

L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) necessita infatti di tempo per esaminare l'offerta di rinnovo inviata dall'ex regia e la richiesta della società BLS di rilevare la gestione di alcune linee.

Le FFS hanno chiesto il rinnovo integrale della concessione per tutte le linee a lunga percorrenza per ulteriori 15 anni (una delle quali, quella transitante dalla vecchia galleria del San Gottardo, in collaborazione con la Südostbahn). La BLS vorrebbe da parte sua gestire per 25 anni cinque linee che gravitano su Berna.

Le due domande di concessione sono in diretta concorrenza tra di loro. Non è però possibile prendere una decisione di così ampia portata in soli tre mesi (è infatti possibile presentare una domanda di concessione fino a tre mesi prima della scadenza di quella attuale), ha spiegato il direttore dell'UFT Peter Füglistaler in una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna.

Dopo una prima analisi, l'UFT ha constatato che le due offerte "meritano di essere esaminate", ha spiegato Füglistaler. È quindi emersa la necessità di ulteriori chiarimenti e approfondimenti presso i due richiedenti.

Per questo motivo si è deciso di prorogare di due anni l'attuale concessione delle FFS. Per il 2018 e il 2019 non ci sono inoltre problemi di concorrenza (la BLS subentrerebbe infatti progressivamente solo dal 2020). Oggi è così stata avviata la consultazione in merito al prolungamento di 24 mesi della concessione. La decisione formale sarà presa entro il cambiamento d'orario del 10 dicembre.

In seguito l'UFT procederà con l'esame dettagliato delle due offerte. Verranno coinvolti anche i Cantoni, le comunità tariffarie, le imprese di trasporto e i gestori dell'infrastruttura. La decisione sarà presa entro luglio 2018 per un'entrata in vigore con il cambio d'orario 2019.

La decisione sarà presa in base ai criteri previsti dalla legge, tra i quali figurano "i benefici per l'utenza, il contributo al perfezionamento del sistema globale dei trasporti pubblici e i costi per i poteri pubblici", ha spiegato Regula Herrmann, caposezione Traffico viaggiatori presso l'UFT. L'Ufficio federale dei trasporti dispone comunque di un certo margine di apprezzamento, ha precisato.

Secondo le FFS, qualora la BLS dovesse ottenere le concessioni richieste i costi globali del sistema aumenterebbero di 15-20 milioni di franchi all'anno a causa delle sinergie non sfruttate. A ciò si aggiungerebbero pesanti costi di trasformazione nell'ordine di 20-40 milioni di franchi; inoltre centinaia di collaboratori dovrebbero cambiare datore di lavoro. Si creerebbe una pseudoconcorrenza senza quasi nessun vantaggio per i clienti, ma con costi supplementari elevati, sostiene l'ex regia.

Secondo la BLS - che prevede di gestire le cinque linee richieste con nuovi treni, investendo per questo quasi 495 milioni - non ci sarebbero invece costi supplementari né la per Confederazione né per i Cantoni. Se queste linee verranno loro attribuite, potranno essere creati 290 posti di lavoro.

Nella sua richiesta inviata all'UFT, l'azienda bernese ha chiesto di rilevare la concessione per la linea Berna-Olten (dal 2020), Berna-Bienne (pure dal 2020), Interlaken-Berna-Basilea (dal 2022), Berna-Neuchâtel-Le Locle (anche dal 2022 e già oggi parzialmente gestita dalla BLS) e Briga-Berna-Basilea (dal 2023).

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SDA-ATS