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UFU: protezione da violenza domestica anche in caso di epidemia

Anche in periodo di epidemia da coronavirus le vittime della violenza domestica possono rivolgersi alla polizia e agli appositi consultori KEYSTONE/DPA/MAURIZIO GAMBARINI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2020 - 16:04
(Keystone-ATS)

Anche in periodo di epidemia da coronavirus le vittime della violenza domestica possono rivolgersi alla polizia e agli appositi consultori, che restano operativi in tutti i cantoni.

Per il momento - segnala un comunicato odierno dell'Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) - i Cantoni non rilevano ancora peggioramenti sostanziali della situazione, ma gli esperti temono che possa esserci un aumento della violenza domestica per via dell'insicurezza generale e della mancanza di possibilità di rifugio in caso di conflitti tra le mura di casa, scrive l'UFU.

I consultori cantonali continuano a fornire sostegno alle vittime. Alle persone che non sono al sicuro in casa propria è tuttora offerta assistenza nella ricerca di un alloggio protetto, ad esempio in una casa di accoglienza per donne maltrattate.

La situazione attuale - sottolinea l'UFU - non ha ripercussioni nemmeno sul perseguimento penale: la polizia può continuare a ordinare l'allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati bambini.

L'UFU ricorda che le vittime in caso di emergenza possono rivolgersi, fra l'altro, alla polizia (www.polizei.ch/it, tel. 117), all'assistenza medica (tel. 144) e alla consulenza di www.aiuto-alle-vittime.ch.

La Confederazione - aggiunge la nota dell'UFU - ha convocato una task force delle autorità competenti per valutare regolarmente la situazione e adottare provvedimenti adeguati in caso di un aumento della violenza domestica.

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