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Ungheria: legge bavaglio, marcia indietro di Budapest

Un mese e mezzo dopo la sua entrata in vigore, il governo conservatore ungherese del premier Viktor Orban si è detto oggi pronto a modificare la nuova legge sui media, ribattezzata nel frattempo 'legge bavaglio', che introduceva sostanziali restrizioni della libertà di stampa ed era stata criticata come liberticida da molti stati europei e dalla Commissione Ue. A quanto assicura, le modifiche saranno apportate nel giro di due settimane.

Budapest evita così di essere fatta oggetto di un procedimento di infrazione da parte di Bruxelles e mette anche al riparo da rischi peggiori il proprio semestre di presidenza dell'Ue, burrascosamente cominciato l'1 gennaio scorso.

La decisione di Budapest è stata accolta con sollievo a Bruxelles: "sono molto soddisfatta che le autorità ungheresi abbiano accettato di emendare la legge" e di garantire il rispetto del diritto europeo, in particolare della Carta dei diritti fondamentali, ha detto la commissaria competente, Neelie Kroes. La Commissione comunque, ha sottolineato, "continuerà a vigilare" per assicurarsi che le modifiche annunciate siano effettivamente apportate e che la legge emendata sia "correttamente applicata".

Il governo ungherese presenterà in Parlamento le modifiche alla legge entro "due settimane", ha dichiarato oggi a Budapest il sottosegretario Zoltan Kovacs, responsabile del governo per le comunicazioni. La legge era stata adottata alla fine del 2010 dal Parlamento ungherese, dove il partito di governo del premier Orban - Fidesz - detiene una maggioranza di due terzi, un record nella storia dell'Ungheria democratica.

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