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Unhcr, 950 morti nel Mediterraneo da inizio anno

Il Mediterraneo continua ad essere luogo di morte per migranti e rifugiati: secondo le stime dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), sono già 950 le vittime quest'anno.

Di fronte alle centinaia di vittime di quest'anno, sottolinea Carlotta Sami, portavoce Unhcr per il Sud Europa - "è fondamentale ribadire che non possiamo assuefarci a queste tragedie. È opportuno fare una seria riflessione sulla istituzione di alternative legali ai pericolosi attraversamenti via mare. Queste morti possono essere evitate con un maggiore impegno internazionale nella ricerca e nel soccorso in mare".

CEI: dramma sempre più insopportabile dall'Italia

Non trovare soluzioni alternative "all'intervento armato" o alle "braccia allargate", è per i paesi europei "un modo elegante per lavarsi le mani di fronte ad una dramma che sarà sempre più insopportabile dall'Italia". Lo ha detto il segretario generale Conferenza episcopale italiana (CEI), mons. Nunzio Galantino, parlando di immigrazione con Radio Vaticana.

Galantino ha ancora dichiarato: "Aspetto il momento in cui gli Stati Uniti, l'Europa ed altri dicano almeno una parola, almeno una!, di autocritica su quello che hanno fatto negli anni passati. Se siamo seri dobbiamo dire anche che gran parte di queste situazioni sono state favorite, se non proprio create da tipi di interventi incauti, da interventi dietro i quali stiamo scoprendo un poco alla volta che c'erano soltanto interessi: altro che voglia di esportare valori, altro che voglia di esportare democrazia".

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