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Unhcr, a Lesbo la situazione resta preoccupante

Il sito provvisorio di Kara Tepe, sull'isola di Lesbo KEYSTONE/EPA/VANGELIS PAPANTONIS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2020 - 15:39
(Keystone-ATS)

A un mese dall'incendio che ha distrutto il campo per rifugiati di Moria, sull'isola greca di Lesbo, le condizioni di vita continuano ad avere urgente bisogno di miglioramento, ha ammonito oggi l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

"Sono necessari interventi urgenti e miglioramenti per evitare un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita di circa 7.800 rifugiati e richiedenti asilo attualmente accolti" a Kara Tepe, ha affermato a Ginevra la portavoce dell'Unhcr, Shabia Mantoo.

Esistono lacune critiche nei servizi di drenaggio, acqua, servizi igienico-sanitari, igiene e salute che devono essere affrontate senza alcun ritardo ed il clima più freddo e l'inizio dell'inverno porteranno solo più difficoltà alle persone, ha aggiunto ribadendo l'appello per un maggior numero di trasferimenti verso la terraferma in alloggi adeguati.

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