Le sindacaliste di Unia si oppongono alla riforma "Previdenza vecchiaia 2020", proposta dal Consiglio federale. Oltre 100 delegate, riunite ieri e oggi a Saignelégier (JU) in occasione della 7ma conferenza delle donne del sindacato, hanno adottato una risoluzione in questo senso.

Esse si oppongono a questo nuovo tentativo - contenuto, a loro modo di vedere, nel progetto governativo - di fare risparmi sulle spalle delle donne, che già oggigiorno percepiscono rendite inferiori a quelle degli uomini.

A parità di lavoro - hanno sottolineato le sindacaliste - la busta paga delle dipendenti è inferiore a quella dei colleghi maschi; inoltre esse lavorano spesso a tempo parziale e sono costrette a sacrificare la loro carriera per dedicarsi alla famiglia. Sono anche penalizzate dalle casse pensioni.

Le delegate hanno quindi adottato una risoluzione che si oppone all'innalzamento dell'età di pensionamento femminile e alla soppressione della rendita vedovile per le donne senza figli. Chiedono inoltre un rafforzamento dell'AVS sulla base delle proposte dell'iniziativa popolare AVSplus. E, infine, insistono affinché le rendite AVS garantiscano a tutti il minimo vitale.

La conferenza delle donne di Unia ha ribadito anche la necessità di procedere alla revisione della legge sull'uguaglianza. Per dare maggior peso a questa rivendicazione - è stato deciso - una vasta coalizione di organizzazioni femminili manifesterà il prossimo 7 marzo a Berna, alla vigilia della giornata internazionale della donna.

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