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Cresce il divario salariale fra dirigenti e dipendenti secondo uno studio di Unia.

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

In Svizzera il divario tra le retribuzioni dei manager e gli stipendi dei dipendenti è cresciuto ulteriormente. I salari dei CEO di 40 grandi società elvetiche sono cresciuti in media del 7% nel 2016. Quelli dei sottoposti appena dello 0,7%.

Lo scorso anno la forbice salariale tra il minore e il maggiore stipendio versato si è attestata in media ad un rapporto di 1 a 165, afferma uno studio pubblicato oggi dal sindacato Unia. L'anno precedente il divario ammontava a 1:150.

Nel 2016, in 26 delle 40 società svizzere analizzate i salari dei manager sono aumentati. La somma delle retribuzioni versate ai CEO è cresciuta di quasi 10 milioni di franchi a 188 milioni.

Dure critiche a capi di Schindler e Sulzer

In alcuni casi il sindacato parla di estremi contrasti tra stipendi pagati, mancato successo dell'impresa e misure di ridimensionamento economico a scapito della forza lavoro. Alla gogna vengono messi in particolare il fabbricante lucernese di ascensori e scale mobili Schindler e il conglomerato industriale zurighese Sulzer.

Schindler ha tagliato lo scorso anno 120 posti e Sulzer ha annunciato che nell'arco di quest'anno ne eliminerà circa 90 in Svizzera, afferma Unia. Il CEO di Schindler, Silvio Napoli, e il direttore generale di Sulzer, Gregoire Poux-Guillaume, hanno tuttavia - secondo il sindacato - incassato ciascuno 3,5 milioni di franchi, una cifra solo leggermente inferiore rispetto al 2015. Per Unia, ciò non rappresenta una compensazione basata sulle prestazioni.

Lo scorso anno, come anche quello precedente, il manager con il più alto stipendio è stato il CEO di UBS, Sergio Ermotti. Con 13,7 milioni di franchi ha guadagnato quasi il doppio di Ernst Tanner, direttore di Lindt&Sprüngli, che con 7,42 milioni di franchi si situa al decimo rango.

Particolarmente eclatante è, per il sindacato, il salario del CEO di Credit Suisse (CS), Tidjane Thiam, pari a 10,24 milioni di franchi (+14%). Inizialmente CS intendeva aumentare a 82 milioni di franchi l'importo complessivo degli stipendi dei membri della direzione. Visto che l'incremento della retribuzione di Thiam a 11,9 milioni di franchi era in chiaro contrasto con l'andamento della società ed è stato molto criticato, il presidente della direzione ha poi deciso "volontariamente" di ridurre il suo bonus. I dipendenti hanno dal canto loro dovuto accontentarsi di un aumento di stipendio dello 0,75%.

Un imponente incremento di salario nel 2016 è stato poi registrato nel gruppo agrochimico basilese Syngenta, rilevato nel frattempo dalla società cinese ChemChina. Il CEO Erik Frywald ha guadagnato quasi 8,4 milioni di franchi, praticamente il 40% in più dello dell'anno precedente.

Più divario nell'industria alimentare

Lo scarto salariale maggiore emerso nell'analisi di Unia è nell'industria alimentare, con un rapporto di 1:237. Il forte aumento percepito dal CEO di Nestlé Paul Bulcke, di quasi il 24% a 11,21 milioni di franchi, vi ha contribuito in modo significativo.

Nell'industria chimica e farmaceutica il divario medio ammonta a 1:217. Con 1:266, Roche guida non solo la classifica della branca ma anche quella generale di tutte le aziende analizzate. Nel 2016, il presidente della direzione Severin Schwan ha percepito un salario di 11,64 milioni di franchi.

Segue il settore delle banche e delle assicurazioni (1:200). In questo caso al primo posto si piazza UBS con una forbice salariale media di 1:264. Le industrie metallurgica, orologiera, delle macchine e delle costruzioni registrano invece un 1:134.

Unia ha infine riscontrato che dalla prima analisi svolta nel 2012 nella maggior parte dei settori il divario medio della forbice salariale si è ampliato ulteriormente.

SDA-ATS