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BERNA - Basta con lo smantellamento dell'industria svizzera. Bisogna attivare politiche che, attraverso una riconversione ecosociale dell'economia, garantiscano posti di lavoro: è questo il messaggio al centro della giornata d'azione per una industria forte organizzata oggi a Berna dal sindacato Unia.
"La Svizzera è l'unico paese che non ha una politica industriale", ha affermato Corrado Pardini, responsabile del settore industria presso Unia, nel suo discorso al convegno che si sta tenendo oggi pomeriggio sulla Waisenhausplatz in concomitanza con l'inizio della sessione estiva delle Camere federali.
Secondo Pardini il Consiglio federale continua a puntare tutto sulla piazza finanziaria, nonostante a questa produca a suo avviso solo paura e insicurezza. Una politica avveduta nel settore secondario permetterebbe invece di creare rapidamente 120'000 nuovi posti di lavoro. "Vogliamo industria e lavoro, non un deserto nel ramo dei servizi", ha aggiunto Pardini.
Al convegno di Berna stanno partecipando un migliaio di rappresentanti del personale di un centinaio di importanti aziende elvetiche. Nelle prossime ore sono previsti altri discorsi - parleranno fra gli altri il copresidente di Unia, Renzo Ambrosetti, e i presidenti di PS e Verdi, Christian Levrat e Ueli Leuenberger - nonché dibattiti e tavole rotonde.
Al centro dei lavori vi sono diverse rivendicazioni: la centralità dell'uomo e dell'ambiente nell'economia, la garanzia dei posti di lavoro nel settore industriale, la protezione legale contro il licenziamento per i rappresentanti del personale e l'applicazione rigorosa dei contratti collettivi di lavoro.

SDA-ATS